© 2017  STUDIO LEGALE DELLA ROCCA

 

PHONE

studio:  +39 0823.801112    

mobile: +39 3926085946

EMAIL

studiolegaledellarocca@outlook.it

francescodellarocca@pec.it

Please reload

Post recenti

TERMINI DI PRESCRIZIONE CARTELLA DI PAGAMENTO EQUITALIA.

July 23, 2017

1/1
Please reload

Post in evidenza

Magazzini, attività commerciali medio-grandi e le aree produttive esclusi dalla Tari

Per i rifiuti delle imprese  è in arrivo il decreto che fissa criteri più rigidi sulle «assimilazioni» decise dai Comuni.

La novità introdotta in tale decreto, prevede la non assimilazione, e quindi niente tariffa, per i rifiuti che si creano nelle aree di produzione e nei magazzini delle aziende, oppure nelle attività commerciali medio-grandi.
Ed invero, fino ad oggi oltre ai rifiuti speciali, gestiti autonomamente dalle aziende che pagano il servizio agli operatori del ramo (privati) , esiste l’ampia categoria dei “rifiuti speciali non pericolosi”, che i regolamenti locali possono appunto “assimilare” ai rifiuti urbani applicando la Tari per lo smaltimento.  

Il Codice ambiente, riscritto nel 2006, aveva demandato la materia a un decreto attuativo, che non è mai arrivato.

Nel frattempo, della materia si sono dovuti occupare a lungo anche i giudici tributari, perché senza il decreto i comuni sono andati a mano libera sulla tassazione, e le imprese hanno lamentato spesso di dover pagare la Tari anche su rifiuti smaltiti autonomamente. 

Su questo scenario arriva il decreto, che ferma la Tari fuori dalla porta dei magazzini e delle attività commerciali medio-grandi: negozi di abbigliamento, autosaloni e librerie con più di 400 metri quadrati di superfici di vendita, supermercati che superano gli 800 metri quadrati,edicole, farmacie e tabaccai da oltre 250, e via elencando secondo limiti diversi per ogni categoria censita dal provvedimento.

Staremmo a vedere come si evolverà la situazione e quale ricaduta tale decreto avrà sulle casse comunali.

Share on Facebook
Share on Twitter
Please reload

Seguici